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Arcelor Mittal taglia 9.000 posti di lavoro

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Arcelor Mittal taglia 9.000 posti di lavoro

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La domanda di acciaio rallenta e il colosso mondiale della siderurgia, Arcelor Mittal, taglia 9.000 posti di lavoro, pari a circa il 3% dell’organico attuale.

Il ridimensionamento sarà ottenuto sulla base di risoluzioni volontarie del rapporto di lavoro e riguarderà, in primo luogo, i dipendenti del settore non produttivo, dove il gruppo mira a risparmiare un miliardo di euro. Effetto, rende noto la direzione, dell’attuale situazione finanziaria.

In effetti, come mostra il grafico, le consegne di acciaio sono dimiuite dalle 29,2 mila tonnellate del primo trimestre 2008, alle 25,6 del terzo, con un calo della domanda del 15% tra il secondo e il terzo trimestre.

La società guidata dall’indiano Lakshimi Mittal ha convocato i sindacati nella sede lussemburghese del gruppo, per spiegare le ragioni dei tagli. A influire sulle decisioni della direzione ha concorso la crisi del settore automobilisitico, che in settimana ha portato il gruppo ad annunciare il taglio di 2mila 400 posti di lavoro nell’officina americana di Burns Harbor, in Indiana. Ma anche la concorrenza dell’export di acciaio a basso costo da parte di alcune economie emergenti, in particolare la Cina.

Secondo fonti sindacali, dei 9.00 nuovi posti di lavoro a rischio, 6.000 sarebbero in Europa.