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La crisi delle sinistre europee

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La crisi delle sinistre europee

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Un partito socialista francese spaccato, déchiré. Ma il malessere è generalizzato nella sinistra europea. Negli anni Novanta c’era stata la “Terza via” imboccata da Blair e Schroeder; dieci anni dopo la socialdemocrazia è in piena crisi, e il caso francese non è tra gli esempi piu’ lusinghieri, almeno secondo Dominique Moisi, analista del French Institute for International Relations. “Hanno dato una pessima immagine di sé privilegiando le rivalità personali all’unità nazionale e al partito. Chiunque emergerà segretario del PS sarà estremamente debole e dotato di scarso credito, oltre a trovarsi di fronte un presidente particolarmente forte.”

Una guerra tra capigruppo, correnti e controcorrenti, che in Francia ha assunto dimensioni parossistiche ma che si ritrova in altri paesi europei, dall’SPD tedesca, ai Labour britannici, e che interessa più che mai oggi anche la sinistra italiana, in preda all’ennesima crisi di leadership, con Veltroni messo in discussione dai suoi stessi alleati, D’Alema in testa.

Al di là della questione del segretario di partito, le sinistre europee faticano a farsi ascoltare, in un momento in cui la crisi finanziaria sembra confermare i loro vaticini passati. Anzi, molti si sono spostati al centro, generando confusione tra i militanti.

Lo conferma Thijs Bermanm eurodeputato socialista olandese. “Secondo me è chiaramente un problema del socialismo europeo. Sono ancora tanti in Europa, e qui semplifico molto, a credere che trovando soluzioni nazionali si possano affrontare problemi internazionali, e altri ancora che dicono che esistono soluzioni europee, che occorre cooperare, che occorre essere flessibili nei provvedimenti da prendere per affrontare problemi concreti. Esiste un socialismo un po’ rigido, con idee radicali, e un socialismo che cerca di modernizzarsi; e il partito socialista francese non ha ancora deciso.”

Chi ha saputo invece mantenersi al potere è lo spagnolo Zapatero, che pur avendo fatto scelte di politica economica non proprio di sinistra, ha avviato riforme in campo sociale che gli hanno assicurato nel marzo scorso la conferma del voto di sinistra.