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Spari contro il convoglio della presidenza georgiana, guerra di parole tra Mosca e Tiblisi

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Spari contro il convoglio della presidenza georgiana, guerra di parole tra Mosca e Tiblisi

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Tra Mosca e Tiblisi ancora accuse incrociate di provocazione dopo gli spari contro il convoglio della presidenza georgiana al confine con l’Ossezia del sud.

Da Lima il ministro degli Esteri di Mosca Sergei Lavrov ha respinto la tesi del presidente Mikheil Saakashvili smentendo il fatto che le forze russe abbiano aperto il fuoco – a sud della città di Akhalgori – al passaggio del corteo che trasportava oltre a Saakashvili il suo ospite, il presidente polacco Lech Kacinski.

“Metodi barbari delle forze russe” per Saakashvili, “una provocazione di Tiblisi” per Lavrov. “Se qualcuno in Europa si illude che la Russia abbia cambiato atteggiamento venga qui a vedere”, ha detto Saakashvili.

Il presidente polacco si trovava in Georgia per il quinto anniversario della “Rivoluzione delle Rose” che ha portato al potere Saakashvili.

Dopo la guerra di agosto in Georgia, a ottobre Mosca ha ritirato quasi completamente i suoi militari dalle zone cuscinetto. Attualmente una missione dell’Unione Europea monitora un fragile cessate il fuoco.