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Parte a dicembre la missione militare europea nel Golfo di Aden

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Parte a dicembre la missione militare europea nel Golfo di Aden

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Il primo, duro segnale di reazione contro i pirati lo ha dato una fregata della marina militare indiana, riuscita ad affondare uno dei cosiddetti vascelli madre, quelli da cui si muovono le veloci lance divenute il terrore del Golfo di Aden.

Ma dall’otto dicembre prossimo, l’Unione europea scende in campo con Atalanta, un’operazione militare al largo del Corno d’Africa a cui partecipano una decina di stati. La missione sarà posta sotto il comando della Gran Bretagna, come ha annunciato il ministro degli esteri di Londra: “Dal mese prossimo, la Gran Bretagna sarà alla testa della missione di difesa europea che, mediante l’uso di mezzi militari e della flotta navale, contrasterà la recrudescenza degli atti di pirateria nel Golfo di Aden”.

Le statistiche parlano chiaro: ottanta imbarcazioni straniere attaccate al largo delle coste somale dall’inizio dell’anno, il doppio rispetto al 2007. Quanto alle azioni dei pirati, si fanno sempre più ardite, come testimonia l’assalto alla Sirius Star. E a farne le spese sono anche le missioni umanitarie che portano aiuti in Somalia.

“E’ come una specie di far west, sia sulle zone costiere che in mare. Nessuno fa rispettare la legge perché il governo somalo ha un controllo solo parziale sul territorio e le bande di pirati ne approfittano per operare impunemente”.

Con la Somalia in preda al caos dall’inizio della guerra civile, nel ’91, l’unica vera soluzione al problema della pirateria non può che essere politica. Nell’attesa, la missione Atalanta cercherà di rendere la vita meno semplice ai pirati che infestano il Golfo di Aden.