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Sulle auto l'America si spacca

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Sulle auto l'America si spacca

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Gli aiuti di stato all’industria automobilistica spaccano l’America. Il nuovo Congresso si riunirà solo a gennaio, ma tra democratici e repubblicani sono già iniziati i contrasti. I primi hanno predisposto un progetto di legge che prevede uno stanziamento di 25 miliardi di dollari, poco meno di 20 miliardi di euro, per salvare dal fallimento le principali case produttrici di auto. I secondi sono contrari a contributi pubblici alle aziende in crisi.

Lo stallo rischia di provocare disastri. Mentre l’economia esige risposte urgenti, la politica è bloccata. Barack Obama è stato eletto presidente ma non è ancora nel pieno dei suoi poteri. Potrà assumere decisioni solo a gennaio quando per le auto americane potrebbe essere troppo tardi. Il Segretario al Tesoro statunitense, Henry Paulson, è contrario a mettere a disposizione delle industrie automobilistiche una parte dei finanziamenti stanziati per salvare le banche. “L’industria delle auto è importante e non vogliamo che questo settore fallisca proprio in un momento come questo. Ma il nostro compito è seguire un percorso che sia sostenibile e realizzabile”. Tradotto: i soldi ci sono ma sarà Obama, una volta che il passaggio di consegne con Bush sarà completato, a decidere come disporne. Il nuovo presidente ha già annunciato che se non lo farà prima il Congresso, sarà lui, personalmente, ad aiutare il settore delle auto.