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Il Giappone entra il recessione per la prima volta dal 2001

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Il Giappone entra il recessione per la prima volta dal 2001

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Per la prima volta dal 2001, il Giappone entra in recessione, costringendo il governo a decretare la fine ciclo espansivo più lungo del dopoguerra, durato sei anni. Due trimestri negativi e la seconda economia mondiale, come anche i paesi della zona euro, è ufficialmente in panne, o in recessione tecnica. Nel trimestre che va da luglio a settembre, il prodotto interno lordo ha subito una contrazione dello 0,4% su base annua, che si aggiunge al calo del 3,7% segnato nei tre mesi precedenti. Quanto al futuro, non sembra affatto roseo: economisti e governo ammettono che la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente.

Il ministro alle politiche economiche, Kaoru Yosanu, ha confermato che l’economia nipponica ha continuato a contrarsi. E ha aggiunto: “Così come per l’economia mondiale è atteso un rallentamento, i movimenti al ribasso del Giappone sono destinati a proseguire”. A complicare la situazione, concorre un debito pubblico superiore al 180% del Pil, che limita il margine di manovra del governo per stimolare la crescita. E anche la banca del Giappone ha le mani legate dal momento che i tassi di interesse sono già i più bassi delle venti maggiori economie mondiali. “In presenza di una crisi globale, l’economia giapponese ne risente perché si basa sulle esportazioni – sostiene un’analista – Ma penso che non andremo incontro a un lungo periodo di recessione perché abbiamo i mezzi per sostenere i consumi interni”. La borsa di Tokio ha sfiorato il -3%, per poi recuperare grazie al rafforzamento del dollaro sullo yen, che aiuta le esportazioni.