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Al G20 una roadmap contro la crisi, un risultato "storico" per l'Europa

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Al G20 una roadmap contro la crisi, un risultato "storico" per l'Europa

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Paesi ricchi ed emergenti determinati a rafforzare la cooperazione per rilanciare la crescita e riformare il sistema finanziario.

L’esito del G20 è stato definito “storico” dall’Europa che lo ha fortemente voluto. A partire dal presidente di turno dell’Unione Europea Nicolas Sarkozy convinto che il vecchio continente si sia mostrato unito e che gli Stati Uniti abbiano finalmente discusso questioni che in passato si erano rifiutati di affrontare.

Sarkozy ha illustrato i principi del summit: “Strategia chiara, rilancio, regolamentazione finanziaria, rifiuto del protezionismo, riforma della governance mondiale”.

Il presidente francese ha spiegato che i ministri delle Finanze faranno proposte, che il secondo summit si terrà nel mese di aprile, e che tra fine marzo e inizio aprile si farà un bilancio.

A fine mese la Commissione europea presenterà le proprie proposte. Barroso ha affermato che si sta lavorando a nuove idee per rilanciare la crescita, nel rispetto del Patto di stabilità.

“Stiamo vivendo una situazione eccezionale, la minaccia oggi non è l’inflazione, ma la deflazione”, ha affermato Barroso. “La minaccia oggi è una recessione. E proprio il nostro Patto di stabilità e crescita di cui si parla molto spesso in Europa, permette in situazioni eccezionali misure eccezionali”.

Il presidente statunitense uscente Bush è riuscito a evitare ciò che temeva. Il libero mercato non è stato messo in discussione e non è stata evocata un’autorità di regolamentazione mondiale.

Il prossimo presidente americano Barack Obama ha lodato la risposta coordinata del G20 che tornerà a riunirsi quando lui sarà in carica.