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Bush difende il libero mercato prima dell'apertura del G20

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Bush difende il libero mercato prima dell'apertura del G20

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A poche ore dal G20 di Washington un George Bush sulla difensiva si è detto contrario a una rifondazione del libero mercato.

Mentre Stati Uniti e Europa vanno verso una grave recessione, il presidente americano uscente da New York ha affermato che il sistema capitalistico va riformato, ma non reinventato, che non è necessario un maggiore interventismo dei governi e che gli Stati Uniti non sono i soli responsabili della crisi, come si pensa in Europa.

“La crisi riguarda il fallimento di chi dà e chi prende in prestito, di istituti finanziari, governi e autorità di regolamentazione indipendenti. Ma non si tratta del fallimento del sistema di libero mercato”, ha detto Bush.

Per Europa, Stati Uniti e Giappone, le cattive notizie arrivano dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico: le loro economie saranno in recessione nel 2009.

La Germania, ha comunicato di esserlo già tecnicamente, visto che ha chiuso due trimestri consecutivi in negativo. E’ la prima volta da cinque anni per la prima economia europea. Al mercatino di Natale di Berlino i timori dei commercianti: “Quest’anno non ci saranno conseguenze, ma l’anno prossimo sarà dura”, ha detto uno di loro. “Perché molti ancora non se ne rendono conto e sebbene possano pensare di spendere meno per Natale, credo che se ne accorgeranno di più l’anno prossimo”.

Il vertice del G20 sarà quello delle differenze tra l’Europa e l’amministrazione Bush: la Germania chiederà ad esempio un nuovo equilibrio tra mercato e Stato. Un summit su cui peserà anche la transizione alla Casa Bianca.