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L'Europa dichiara guerra ai paradisi fiscali.

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L'Europa dichiara guerra ai paradisi fiscali.

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Parcheggiare il gruzzolo in Lichtenstein non sarà più tanto facile se la nuova legislazione verrà accettata dai 27 paesi membri. Già nel 2005 l’Unione europea aveva siglato accordi non solo tra i 27 ma anche con paesi come la Svizzera e San marino per lo scambio di informazioni fiscali sui conti bancari di cittadini di altri stati europei. Ma i conti intestati a fondazioni ed enti sfuggivano a questi controlli. La legislazione proposta chiuderebbe questa scappatoia, ma non tutti ci stanno.
Come spiega Lazlo Kovacs, commissario europeo per la tassazione.

“Ci sono stre stati membri, il Lussemburgo, il Belgio e l’Austria, che insitono nel voler applicare una ritenuta alla fonte sui conti bancari di stranieri, invece di scambiare le informazioni, e noi non abbiamo intenzione di metterci a discutere su questo”.

L’Unione europea ha già intavolato trattative con altri paradisi fiscali come Macao, Singapore, Hong Kong, per applicare anche li la direttiva sulla tassazione dei risparmi degli stranieri. Altri paesi tax free come la Norvegia, l’Islanda e le Bermuda, si sono detti interessati a pervenire a una qualche sorta di accordo con l’Unione.