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Bush difende il libero mercato ma ammette che servono riforme

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Bush difende il libero mercato ma ammette che servono riforme

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Da Wall Street, madre della crisi finanziaria che ha contagiato i mercati globali, il presidente George Bush si è rivolto agli americani per spiegare gli obiettivi del vertice dei venti paesi più industrializzati e delle economie emergenti che si apre nel fine settimana a Washington.

“Come abbiamo visto negli ultimi mesi, la crisi finanziaria ha colpito le economie di tutto il mondo. I capi di stato e di governo che parteciperanno a questo vertice straordinario concordano su un punto, e cioé che dobbiamo effettuare le riforme necessarie per impedire che la crisi si ripresenti in futuro”.

Bush ha offerto un vigoroso sostegno al principio del libero mercato, sostenendo che il sistema ha bisogno di regole nuove, ma ricordando anche che troppe regole ostacolerebbero la crescita economica.

Alle parole del presidente fanno da sfondo due dati che segnalano gli effetti della crisi sull’economia americana: le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione hanno raggiunto i massimi dal settembre 2001, ben oltre le attese degli analisti.

E il deficit della bilancia commerciale si è ridotto più del previsto a 56 miliardi e mezzo di dollari. Le importazioni hanno subito un tonfo senza precedenti scendendo del 5,6%, trascinate dal crollo dei prezzi del petrolio. L’export ha segnato un calo del 6%, la maggiore contrazione dopo gli attacchi alle torrri gemelle.