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Il diritto di morire: i casi di Italia ed Regno Unito

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Il diritto di morire: i casi di Italia ed Regno Unito

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Una ragazza inglese di 13 anni, affetta da una malattia al cuore, ha vinto la sua battaglia per respingere le cure che l’ospedale voleva imporle.

Cosi’, dopo un’esistenza trascorsa in ospedale, morirà a casa propria circondata dalla sua
famiglia. La giovane Hannah Jones è affetta da una grave cardiomiopatia contratta all’età di cinque anni, a causa delle cure ricevute per una rara forma di leucemia: “Mi faccio visitare dai dottori ogni tre mesi- dice- prendo medicine in continuazione, e non è facile”

L’unica speranza di sopravvivenza per la ragazza è il trapianto di cuore. Ma Hannah si è rifiutata di sottoporsi all’operazione perché non le garantirebbe un futuro normale, bensi’ un’esistenza segnata da cure e medicinali.

I genitori rispettano la scelta della figlia: “Lo hanno fatto dire a noi ad Hannah che avrebbe potuto morire entro tre o sei mesi. E da allora è passato un anno. Non sappiamo che cosa ci aspetta dietro l’angolo”.

In Italia, un altro caso delicato, che tocca sempre il tema dell’eutanasia, è quello di Eluana Englaro, in stato vegetativo da 16 anni. Arriverà in tempi brevi la sentenza della Cassazione che dovrà decidere se accogliere o meno il ricorso della Procura di Milano sulla decisione di interrompere l’alimentazione a Eluana.

Peppino Englaro, il padre: “Non credo che ci saranno colpi di scena perchè la corte suprema è la corte suprema, si è già espressa e credo continuerà ad esprimersi ai massimi livelli”

Martedi’, infatti, gli avvocati della famiglia Englaro hanno fatto l’ultima requisitoria davanti alle sezioni unite civili della Cassazione. Per chiedere che Eluana venga lasciata morire