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90 anni dopo la fine della I° GM, prima "guerra tecnologica"

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90 anni dopo la fine della I° GM, prima "guerra tecnologica"

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La Prima Guerra Mondiale avrebbe dovuto essere l’ultima. Non è stato cosi’. Il primo conflitto mondiale è stato quello che diede il la all’industrializzazione della guerra: artiglieria pesante, aviazione, ferrovia per il trasporto dei soldati e del materiale, e poi le prime armi tecnologiche, comprese quelle di distruzione di massa. Eppure fu soprattutto una guerra di trincea.

Dieci milioni di morti su 65 milioni di uomini mobilitati. Tra loro l’inglese Henry Allingham. Oggi, a 112 anni, cerca di trasmettere ai giovani la memoria delle tre battaglia, compresa Ypres, in Belgio, in cui ha combattuto.

“Finii in un’enorme buca da mortaio. L’odore era terribile: resti di uomini, brandelli di corpi, mani, piedi. Se mi fossi spostato sulla destra oggi non sarei qui a parlarvi, non credo proprio.”

I combattimenti si svolgono soprattutto in Francia e in Belgio. L’offensiva finale viene lanciata dagli Alleati il 28 settembre del ’18 nelle Fiandre: dopo quattro anni nelle trincee i belgi escono allo scoperto: un terzo delle settemila vittime belghe del conflitto cadono in questa offensiva.

Alla fine la Francia conterà quasi un milione e 400mila morti. la Germania un milione e 900mila, La Russia un milione e 700mila, la Gran Bretagna 760mila, l’Italia 650mila. “Secondo me, ma questa è solo la mia opinione, credo che arriverà un giorno in cui il mondo sarà tutto una grande nazione. Spero che non ci saranno più guerre, perché la prossima guerra, se ci sarà, non la vincerà nessuno.”

Il ricordo della Prima Guerra Mondiale rischia di cancellarsi colla progressiva scomparsa dei veterani: l’ultimo sopravvissuto italiano è mancato quindici giorni fa: Delfino Borroni aveva cento dieci anni.