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Brasile, le economie emergenti reclamano un posto al tavolo dei grandi

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Brasile, le economie emergenti reclamano un posto al tavolo dei grandi

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Riformare il sistema finanziario globale, aprendolo al contributo delle economie emergenti. E’ questo l’appello lanciato dal Brasile, che in qualità di presidente del G20 ha aperto a San Paolo la riunione dei ministri delle finanze del gruppo.

Due giornate di lavori, la prima si è svolta ieri, che preparano il campo al vertice di Washington della prossima settimana. Così il presidente brasiliano Inacio Lula da Silva: “Il gruppo dei sette paesi più industrializzati non può più controllare, da solo, la finanza mondiale. La partecipazione delle economie emergenti è essenziale”.

La necessità di modernizzare il sistema finanziario aprendolo ai nuovi protagonisti dell’economia mondiale è stata sottolineata anche dal presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick. “Qualcuno ha suggerito di allargare il G7 e il G8 ad un G20. Io stesso ho citato un gruppo di paesi che dovrebbero avere un ruolo maggiore, e penso alla Cina, al Brasile, alla Russia, all’India e al Messico, ma sono richiesti anche altri cambiamenti”.

In concreto, Brasile, Russia, India e Cina chiedono una riforma in senso più partecipativo del Fondo Monetario Internazionale. Il direttore dell’FMI, Dominique Strauss Kahn, avverte che non bisogna precipitare i tempi.