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Strage di civili in Congo

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Strage di civili in Congo

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Le cifre del massacro restano poco chiare, ma nei villaggi del Congo orientale si continuano a trovare decine di corpi, vittime sia dei ribelli che delle truppe governative allo sbando.

Tra le vittime delle violenze soprattutto i bambini, uccisi in attacchi deliberati o rapiti per farne dei soldati.

“Le milizie dovrebbero proteggerci – spiega un abitante di un villaggio teatro di scontri – invece vengono ad ucciderci nelle nostre case. Vengono, chiedono alla gente di aprire la porta, e appena apriamo la porta ci uccidono. Non possiamo capirlo, e stiamo soffrendo molto”.

I ribelli del generale Laurent Nkunda, di etnia Tutsi hanno rotto definitivamente ieri il cessate il fuoco proclamato unilateralmente nei giorni scorsi, dopo la loro avanzata fino alle porte di Goma.

Le milizie avrebbero già preso il controllo di alcuni villaggi nella provincia del Nord Kivu.

Le organizzazioni umanitarie hanno criticato i caschi blu che non riescono ad arginare il massacro, e denunciato la sirtuazione drammatica di 250 mila profughi nel paese.

Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha aperto a Nairobi il vertice dell’Unione Africana, con il presidente del Congo Joseph Kabila, e quello del Ruanda Paul Kagame. Ma le possibilità di successo sono scarse visto che non ci sarà il generale Laurent Nkunda.