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La BCE taglia i tassi: gli effetti sulla crisi

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La BCE taglia i tassi: gli effetti sulla crisi

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Il denaro da oggi costa di meno, ma gli effetti sull’economia reale non saranno immediati. A seguito del taglio dei tassi di interesse della Banca Centrale Europea di 50 punti base, le borse europee sono crollate. Sarà più facile riprendere fiato per le banche, che avranno accesso al denaro a un costo più basso, cioè a un tasso di interesse pari al 3,25%. Il provvedimento consentirà agli istituti finanziari di ridurre i passivi, ma solo nel lungo termine i benefici del calo dei tassi arriveranno ai consumatori.

“Le prospettive sulla stabilità dei prezzi sono migliorate. – ha dichiarato il presidente della BCE Jean Claude Trichet – E’ atteso un calo dell’inflazione per i prossimi mesi. La crisi dei mercati finanziari sta diminuendo, ma per la zona euro c‘è bisogno di tempo”

Anche la Banca Centrale d’Inghilterra oggi ha tagliato il costo del denaro di 1,5 punti percentuali, portando i tassi di interesse al 3%, soglia che ha superato di molto le attese degli analisti.
Lo stesso provvedimento è stato attuato nei giorni scorsi dalle banche centrali americana, giapponese e australiana. Il prezzo del denaro nella zona euro, resta ancora il più alto, dopo quello cinese, ma la BCE ha già ipotizzato ulteriori riduzioni.
Il rischio inflazione, infatti, è frenato dalla contrazione dei consumi e dall’aumento dei costi delle materie prime. I consumatori hanno ridotto gli acquisti a seguito dell’impennanta dei prezzi e dovranno attendere del tempo prima che le banche siano in grado di prestare nuovamente denaro.