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Baghdad esclude disimpegno frettoloso da parte di Obama

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Baghdad esclude disimpegno frettoloso da parte di Obama

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Niente ritiri repentini o drastiche modifiche in Iraq. Il governo di Baghdad guarda con attenzione alla vittoria di Barack Obama e si dice sicuro che una volta insediato alla Casa Bianca, non metterà in pericolo la situazione con un disimpegno frettoloso dal Paese. Il ritiro dall’Iraq è stato uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale di Obama e il Presidente eletto vuole mantenere la promessa: “Da Presidente, metterò fine a questa guerra in Iraq – ha detto Obama. Chiederò al governo iracheno di battersi per il proprio futuro, e porteremo a termine la lotta contro Bin Laden e i terroristi di al Qaida che hanno ucciso tremila americani l’11 settembre. Non avrò mai esitazioni nel difendere questa nazione, ma userò in modo saggio i nostri militari”.

Il “cambiamento” che ha travolto gli Stati Uniti, arriverà, dunque, anche in Iraq, ma dovrà essere graduale. Il negoziato in merito all’accordo bilaterale sul futuro della presenza delle forze Usa in Iraq è alle fasi finali. L’accordo dovrà stabilire il quadro legale per la permanenza dei militari. Oltre al ritiro delle truppe entro la fine del 2011, prevede che la loro presenza nelle città, nei villaggi e nelle province finisca entro il 30 giugno 2009, quando i soldati si ritireranno nelle loro basi.

Le elezioni Usa si sono svolte anche in Iraq, dove Washington ha dato ai circa 130.000 soldati presenti la possibilità di votare via internet.