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Una nuova era per gli afro-americani degli Stati Uniti

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Una nuova era per gli afro-americani degli Stati Uniti

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A Chicago, nell’Illinois, così come negli altri Stati americani, i segni della vittoria di Obama sono evidenti. Ovunque. Per molti cittadini afro-americani, il 13 per cento su una popolazione di circa 300 milioni, l’evento raprpesenta una svolta, in una storia segnata dalle divisioni razziali: “E’ stata la notte più incredibile per me e per la mia generazione – dice una ragazza. Credo che la mia generazione in particolare – ho 22 anni – sia un po’ passiva, ma questa è la prima cosa che ci ha fatto muovere e che ci ha emozionato”.

La Casa Bianca l’ha conquistata, ma all’orizzonte, per il quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti, ci sono tante sfide da affrontare. In tanti credono che ce la farà. L’eco della vittoria è arrivata forte ad Atlanta, Georgia. Qui vive Ann Nixon Cooper. 106 anni, figlia di schiavi, è diventata la protagonista del discorso di Obama. La notizia della vittoria l’ha colta di sorpresa. “Non avrei mai pensato a una cosa del genere” – ha detto. Ann Nixon Cooper, attivista per i diritti civili, è “la donna nata appena una generazione dopo la fine della schiavitù” – come ha spiegato Obama – in un’epoca in cui non si poteva votare per ragioni di sesso e di razza. Simbolo, dunque, dello slogan democratico “Yes we can”, “Sì, possiamo farcela”.

Alla storia che si scriverà da qui in poi, il compito di dare ragione o di smentire quegli analisti secondo i quali un afro-americano alla Casa Bianca non basterà a cancellare le disuguaglianze.