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McCain: le ragioni di una sconfitta

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McCain: le ragioni di una sconfitta

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E’ stato sconfitto dall’economia allo sbando, da un presidente uscente troppo impopolare, e da un avversario democratico diventato un fenomeno, e se ne esce di scena da signore: John McCain, senatore dell’Arizona, accompagnato dalla moglie Cindy e dall’aspirante vice Sarah Palin, si è invece assunto tutta la responsabilità della sconfitta.
“Queste sono elezioni storiche. Ci siamo battuti al nostro meglio. Siamo stati sconfitti ma l’insuccesso è tutto mio, non vostro”, ha detto davanti ai suoi sostenitori a Phoenix.

La scelta discutibile di una falsa principiante quale la Palin, governatore dell’Alaska, come suo secondo non ha probabilmente giovato. Un candidato vice sconosciuto ai piu’, con un profilo già controverso e con nessuna esperienza internazionale hanno verosimilmente convinto gli indecisi a dare il voto ai democratici.

Ma al di là di Sarah Palin, che pure ha entusiasmato molti per lo sguardo fresco che prometteva di offrire alla politica, la vera zavorra è stato George W. Bush.

“Questo voto, dice un analista, è stato essenzialmente un totale rifiuto della presidenza Bush. Se le elezioni coincidono di solito con piu’ o meno preferenze in rapporto ai risultati conseguiti dal partito che sta alla Casa Bianca, gli americani hanno detto chiaro e tondo che non apprezzano come il Paese è stato governato negli ultimi quattro anni.”

Già nel Duemila la macchina Bush gli aveva tagliato la strada; oggi, complice l’abile campagna di Obama che ha martellato gli americani dicendo che votare mcCain equivaleva a un Bush 3, McCain perde di nuovo a causa del repubblicano che ama di meno.