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L'Europa festeggia con gli USA il nuovo presidente

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L'Europa festeggia con gli USA il nuovo presidente

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L’Europa ha fatto le ore piccole aspettando la vittoria di Barack Obama. Gruppi di sostenitori del primo presidente nero d’America hanno seguito, questa è Madrid, lo stillicidio favorevole dei primi sondaggi e dei dati ufficiali davanti a maxischermi allestiti dalle propaggini estere del partito democratico statunitense.

Gli occhi puntati ai risultati non sono solo quelli dagli americani residenti in Europa. Paco Cruz è spagnolo: “Penso che ora più che mai abbiamo bisogno di una speranza, qualcosa che ci renda tutti capaci di un cambiamento, americani come tutti gli altri nel mondo. Questo è il momento”.

E anche se rimarrà custodita nei cassetti delle diplomazie fino ad elezione avvenuta, dalla riunione dei ministri degli esteri europei a Marsiglia è scaturita una lettera che al nuovo presidente degli Stati Uniti ricorda come l’Europa possa e debba essere un interlocutore alla pari. Afghanistan, Iran, conflitto iasraelo palestinese, solo alcune delle questioni su cui i ventisette auspicano nuova capacità di dialogo tra le due sponde dell’Atlantico.

A Parigi sotto la torre Eiffel i pro Obama e i pro Mc Cain hanno fatto festa insieme. La voglia di cambiamento accomuna tutti.