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La nuova America di Barack Obama

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La nuova America di Barack Obama

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The new american dream. Gli elettori statunitensi hanno risposto all’appello di un candidato nero.

La vittoria di Barack Obama alle presidenziali infrange un tabù e fa rinascere il sogno americano. Quello secondo cui chiunque, indipendentemente dalle origini, può arrivare alla guida del Paese.

Oltre il 64% d’affluenza alle urne, la più massiccia partecipazione degli ultimi 100 anni. Obama ha parlato a Chicago, Illinois:

“E’ la risposta che hanno dato giovani e anziani, ricchi e poveri, democratici e repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi americani, gay e eterosessuali, disabili e non. Gli americani hanno mandato un messaggio al mondo: non siamo una serie di individui o di Stati rossi e Stati blu. Siamo e saremo sempre gli Stati Uniti d’America”.

Quasi 15 milioni di persone in più rispetto al 2004 si sono recate alle urne. Frutto certo della capillare e lunga campagna durata 18 mesi. Ma frutto anche del fatto che questo voto era percepito come storico dagli elettori. Obama ha conquistato 349 grandi elettori. Ne sarebbero bastati 270 per farsi eleggere. In termini di voti popolari ha avuto oltre il 52% delle preferenze.

A Times Square, New York, la più intensa notte elettorale da anni. Tra la folla molti afro-americani, determinanti per la vittoria del candidato democratico, che promette una vera società multirazziale.

Gli anni della segregazione e della discriminazione sembrano lontani e la comunità nera si sente protagonista della politica.

“Sono senza parole. Ho aspettato tanti anni per vedere tutto questo. Quando ero bambina dovevo sedermi nel retro dell’autobus. Adesso è cambiata soprattutto la percezione degli Stati Uniti, diventeranno, torneranno una potenza mondiale, perchè ognuno si è dato da fare per questo. Sono senza parole”.

“Sono riuscito a essere parte di tutto questo” dice un ragazzo “è incredibile, è una notte storica, non abbiamo mai visto una cosa come questa, è sorprendente!”.

Giubilo anche a Washington, davanti alla Casa Bianca, che presto accoglierà il nuovo inquilino con la sua famiglia, oltre quattro secoli dopo l’inizio della tratta degli africani verso gli Stati Uniti.