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Il prezzo della crisi per il siderurgico

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Il prezzo della crisi per il siderurgico

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Taglio della produzione e riduzione dei profitti per il quarto trimestre. E’ il prezzo pagato da ArcelorMittal, colosso mondiale dell’acciaio, alla crisi economica mondiale. Il gruppo prevede entro la fine dell’anno di ridurre le produzioni del 30%, il doppio rispetto al previsto.

I vertici, tuttavia, assicurano che si tratta di provvedimenti provvisori, in attesa del superamento della congiuntura negativa e della ripresa della domanda mondiale di acciaio e si dicono ottimisti sul medio termine.

Con 116 milioni di tonnellate all’anno, ArcelorMittal è in testa alla rosa dei quattro principali gruppi siderurgici mondiali, il suo primo concorrente, la giapponese Nippon Steel, produce appena un terzo di ArcelorMittal.

L’azienda ha resistito bene alla prima fase della crisi, fino al ribasso dei prezzi delle materie prime e al crollo del titolo di oltre il 60% dal mese di giugno.

L’Europa sarà la più colpita dai tagli, ma non è prevista la chiusura di impianti.