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Tra scetticismo e speranza. Le reazioni in Medio Oriente

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Tra scetticismo e speranza. Le reazioni in Medio Oriente

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Oscillano tra lo scetticismo di chi vede in Obama l’altra faccia degli Stati Uniti di Bush, e coloro che interpretano la sua elezione come una occasione storica, i commenti del mondo arabo al cambio della guardia alla Casa Bianca.

Per l’ex ministro dell’Informazione siriano Mahdi Dakhllalah, il nuovo scenario politico è incoraggiante. “Credo che migliorerà l’atmosfera nel mondo, perché in politica conta non solo il contenuto, ma anche il clima”.

Analogo il giudizio del segretario della Lega Araba, Amr Mussa, oggi a Bruxelles per parlare davanti alla Commissione esteri del parlamento europeo.

“La spinta principae del presidente eletto Obama è il cambiamento. Ed è ciò che serve a tutti noi. Cambiamenti nella politica estera. Cambiamenti nella linea finora tenuta specialmente in Medio Oriente”.

Più complesso l’impatto del nuovo presidente statunitense sull’Iran. Secondo Saeed Laylaz, analista politico, se “per gli iraniani si tratta di una buona notizia, Teheran in realtà non è così contenta. I radicali al potere in Iran preferirebbero gestire delle crisi piuttosto che situazioni di calma”.

Proprio il dossier nucleare iraniano si trova in cima alla lista delle priorità dell’agenda del prossimo presidente statunitense. Nel corso della campagna elettorale Barack Obama non aveva escluso la ripresa di negoziati con governo dell’Iran.