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Lavoratori interinali: L'UE a tutela delle discriminazioni

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Lavoratori interinali: L'UE a tutela delle discriminazioni

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Gli interinali: impiegati come altri…Dopo sei anni di battaglie legislative l’Unione Europea mette fine alle differenze di trattamento tra i lavoratori temporanei e quelli fissi. Aziende e sindacati danno il benvenuto all’accordo.

La direttiva approvata dal Parlamento Europeo il 22 ottobre scorso consacra il principio – già in vigore in 10 Stati membri tra cui la Francia – secondo il quale in una stessa azienda un interinale gode degli stessi diritti di tutti gli altri impiegati. Gli Stati Membri hanno tre anni di tempo per adeguarsi alla direttiva.

L’obiettivo è duplice: uniformare lo stato dei lavoratori interinali da una parte all’altra dell’Unione e definire il quadro entro il quale operano le agenzie di lavoro temporaneo.

Il redattore del testo, il socialista francese Harlem
Désir,lo considera un progresso per la politica sociale europea:

“Si fa sempre più ricorso ai lavoratori temporanei, bisogna evitare gli abusi, e serve una regola generale. L’Europa è spazio di diritti non solo in materia economica, non solo per le imprese, ma anche per i cittadini e per i cittadini-lavoratori”.

Il principio di uguaglianza di trattamento tra lavoratori temporanei e permanenti si applicherà al salario, alla durata del lavoro, ai periodi di riposo e a quelli di congedo, compreso il congedo per la maternità, e quello dai primi giorni di assunzione interinale.

La flessibilità del mercato del lavoro impone: che dopo 12 settimane consecutive di lavoro nella stessa azienda i lavoratori interinali godranno di questi diritti.

La direttiva precisa che questo tipo di trattamento deve rimanere eccezionale ed essere oggetto di un preaccordo tra le parti sociali.

Infine, i 3 milioni di interinali che conta l’Unione Europea avranno più facilmente accesso alla formazione professionale e ai servizi di pubblica utilità: mensa, strutture di accoglienza per bambini e altri servizi di trasporto. Il nuovo testo, comunque, non prevede niente in materia di salute, di sicurezza e di igiene sul lavoro.

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