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Barack Obama, l'ascesa fulminea

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Barack Obama, l'ascesa fulminea

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Un uomo, e già un mito. L’ascesa di Barak Obama è stata radiosa e fulminante. Quale che sia l’esito delle urne, la corsa alla Casa Bianca 2008 passerà alla storia come quella del candidato democratico quarantasettenne, senatore dell’Illinois.

Spinto da una forza propulsiva partita dal basso, in quei comizi, in quei “caucuses” dei primi mesi di campagna, Obama ha strappato consensi su consensi, fino a sbaragliare la superfavorita Hillary Clinton alla convention dei democratici.
Quando annuncia che sarà lui il candidato democratico, si scusa di non avere molta esperienza di Washington, ma di sapere abbastanza per dire che le cose devono cambiare.

A sorpresa, una fetta trasversale sempre più nutrita di americani ha abbracciato questo appello per il cambiamento, “Change”, che è diventato il suo slogan. Forse proprio perchè Obama è e rimane difficile da definire.

Educato a Harward, fa certamente parte delle élites. Nato da padre nero keniota e musulmano e madre bianca, hawaiiana e cattolica, è cresciuto tra Jakarta in Indonesia e le Hawaii, ed è restato orfano molto presto. Il legame più forte è con le due nonne, iconicamente fotografate al suo fianco, emblema delle sue origini miste.

Il suo compito più difficile è stato quello di fare l’equilibrista tra un passato da avvocato e politico erudito che lo distanzia dall’esperienza dei neri americani, e la paura, lo spettro di una rivoluzione nera che si agita nell’immaginario degli elettori bempensanti. Rassicurare gli uni senza alienare gli altri.

In qualche modo ci è riuscito. Magari evitando di parlare di problemi che dividono come aborto, armi, immigrazione: I suoi temi più citati: economia e Irak.

E ringrazia caldamente i suoi fans: grazie a voi sono stato nominato candidato alla presidenza.

I sondaggi gli danno ragione, ma è nel segreto dell’urna che si gioca il futuro dell’America. Nel segreto dell’urna finiranno tutte le paure inespresse, i pensieri inconfessati di quelli che non vedono Obama, per un verso o per l’altro, come uno di loro. In ogni caso, sarà stata una bella performance.