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Ue e Usa: la posta in gioco delle elezioni

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Ue e Usa: la posta in gioco delle elezioni

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Tutto quello che accade negli Stati Uniti interessa gli europei. Europei e americani hanno un rapporto privilegiato, sia dal punto di vista militare che da quello commerciale. Mâ i motivi di scontro nel corso degli otto anni di presidenza Bush sono stati diversi.

Dopo l’11 settembre, Washington ha imposto una guerra senza regole al terrorismo.

Tra i suoi effetti la creazione del centro di detenzione di Guantanamo. Criticata per gli abusi che si sono perpetrati, l’Europa si domanda che ne sarà della prigione con il nuovo inquilino della Casa Bianca.

BART KERREMANS, docente dell’Università Cattolica di Leuve:

“Sia Obama e che MacCain cercheranno si sbarazzarsi del problema di Guantanamo. Sulla tortura, la posizione di MacCain è ovvia è stato vittima di torture , e quindi metterà fine a qualsiasi pratica di questo tipo. MA per Guantanamo, penso che dobbiamo aspettare il prossimo presidente per chiuderla”.

Altro motivo di scontro, l’accordo tra I voli segreti della Cia, oggetto di accordo tra NAto e Stati Uniti
per la detenzione incontrollata di persone sospettate di terrorismo. Sono 14 gli stati europei accusati di essere implicati nella vicenda. Nel suolo europeo vengono creati centri di tortura, delle Guantanamo in piccolo.

“Intuitivamente dico che entrambi i candidati sono contrari a pratiche di questo tipo di pratiche. Immaginiamo di essere il presidente degli Stati Uniti e che un giorno ci arrivi un rapporto sulla sicurezza nazionale che dice che si sta preparando un attentato e che bisogna usare i metodi duri per ottenere la collaborazione dei detenuti. La tentazione per ricorrere a queste pratiche potrebbe essere forte”.

Dopo le forti divergenze dovute al conflitto in Iraq, all’inizio del 2004 il dialogo transatlantico si è rinforzato. MA sui temi come sussidi all’agricoltura, OGM, acciaio e costruzioni aeronautiche, le divergenze permangono.

“Non avremo un impatto immediato nelle relazioni tra Europa e Stati Uniti; lo avremo piuttosto con i paesi in via di sviluppo, su alcuni fronti come gli standard lavorativi e standard ambientali vedo possibili tensioni. Se Obama vince, dipenderà dalla sua politica di sostegno a favore di questi paesi per ottenere livelli di lavoro e di rispetto all’ambiente migliori, staremo a vedere”.

Gli otto anni di amministrazione Bush sono stati caratterizzati da due guerre, Afghanistan e Iraq, che hanno diviso gli europei. L’opinione pubblica chiede il ritiro dei militari.I due candidati alla presidenza hanno posizioni opposte.

“Estendere il ritiro alle truppe americane portebbe all’instabilità, a una nuova esclation in Iraq, non sarebbe certo nell’interesse dell’Europa un ritiro immediato. C‘è un’altro problema, a seconda di chi sarà prsidente, ci sarà una forte richiesta per il sostegno finanziario europeo per la ricostruzione dell’Iraq”.

Per avere la risposa l’Europa deve attendere. Ormai è solo questione di ore.