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Israele verso elezioni anticipate. Tzipi Livni rinuncia all'incarico di formare un governo

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Israele verso elezioni anticipate. Tzipi Livni rinuncia all'incarico di formare un governo

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Con due anni d’anticipo sulla scadenza naturale Israele si avvia verso elezioni politiche anticipate. Tzipi Livni, leader del partito centrista Kadima e incaricata di formare un nuovo governo, ha preso atto di non avere una maggioranza parlamentare e ha chiesto al capo dello Stato Peres di sciogliere la Knesset.

Esaurite le verifiche formali previste dalla Costituzione, il presidente potrà avviare il processo che potrebbe portare a nuove consultazioni già il 17 febbraio prossimo.

“Quella sarà l’occasione per uno scontro diretto tra la Livni e Netanyahu”, spiega Amit Segal, giornalista parlamentare. “In casa laburista Barack tenterà di recuperare gli errori, ma è opinione prevalente che non ci risucirà”.

I sondaggi danno vincente la destra del partito Likud, contraria a negoziati di pace. Uno scenario che preoccupa anche i palestinesi, come spiega Aiman Taha, portavoce di Hamas a Gaza.

“Sebbene non legittimiamo alcuna trattativa, dal punto di vista politico le elezioni avrebbero un impatto negativo sul processo negoziale, che subirebbe una battuta d’arresto. Senza contare che ciò finirebbe per alimentare il fondamentalismo nella società israeliana”.

Le elezioni anticipate certificheranno anche il definitivo fallimento della promessa del presidente statunitense Bush di far nascere uno stato palestinese entro al fine del suo mandato. Una questione, ormai, che passerà al prossimo inquilino della Casa Bianca.