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Il governo di Tokyo soccorre le banche

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Il governo di Tokyo soccorre le banche

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80 miliardi di euro per salvare le banche giapponesi. Il governo di Tokyo ha deciso di aumentare di cinque volte il fondo destinato a venire incontro alla crisi di liquidità degli istituti di credito del paese. Non è detto che tutta la somma debba essere utilizzata, ma l’esecutivo la ritiene necessaria per rafforzare il sistema messo a dura prova dalla crisi finanziaria internazionale.

Il Giappone ha un problema in piú: l’eccessivo rafforzamento dello yen nei confronti di euro e soprattutto dollaro. Una divisa nazionale troppo forte penalizza la prima voce dell’economia del paese: le esportazioni.

Dal grafico balza agli occhi il robusto rafforzamento dello yen sul dollaro: a metà agosto 1 dollaro valeva 109 yen. In questo momento il suo valore è sceso al di sotto dei 93 yen. Ma venerdí scorso aveva toccato addirittura quota 90.

Il primo ministro giapponese Taro Aso evita di alimentare il panico.

“Uno yen forte non è necessariamente un male per il Giappone. Dobbiamo pensare positivo, altrimenti sarà peggio. I giornali fanno del catastrofismo, come se domani il paese dovesse esplodere. Non è vero. Tutti guardano al Giappone come a un modello di speranza”.

A esprimere preoccupazione per la volatilità dello yen è stato il G7.

La Borsa di Tokyo ha chiuso con perdite superiori al 6%.

Le tre principali banche del paese si apprestano a raccogliere capitali freschi per rafforzare i propri patrimoni.