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Opec alla stretta produttiva

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Opec alla stretta produttiva

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L’Opec ha deciso di tagliare la propria produzione di petrolio di un milione e mezzo di barili al giorno e la decisione, comunicata al termine del vertice straordinario di Vienna, sarà operativa da novembre.

Sui mercati il prezzo del greggio è subito sceso, registrando un drammatico collasso.
La domanda mondiale sarebbe di oltre ottanta milioni di barili di petrolio al giorno, mentre l’Opec ha deciso di ridurre la sua offerta a circa trenta milioni. Il light crude con consegna a dicembre è scambiato ai minimi dal maggio 2007, mentre il Brent è sceso al livello più basso da marzo 2007.

“La fornitura di greggio è eccessiva – spiega il presidente dell’Opec, Chakib Khelile -, le scorte sono elevate. Lo sapete tutti: questo riguarda il petrolio, ma anche la benzina. Ci sono compagnie che non possono pagare; e ciò non è qualcosa che si riperquote sui mercati finanziari, ma dai mercati sul rifornimento”.

L’unica speranza è che vi sia una ripresa dell’economia mondiale di crescita, che non dipende necessariamente dal prezzo del petrolio”. I bassi livelli di quotazione possono effettivamente mettere in pericolo molti progetti e investimenti necessari a sostenere la domanda di greggio dei prossimi anni. E l’Opec, in attesa di capire gli sviluppi, monitorerà l’andamento del mercato, per discuterne ancora al prossimo vertice, previsto il 17 dicembre in Algeria. Non è detto che per quella data la stretta produttiva decisa possa essere rivista.