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La crisi economica tocca anche la Cina. Chiude fabbrica di giocattoli, 6500 senza stipendio

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La crisi economica tocca anche la Cina. Chiude fabbrica di giocattoli, 6500 senza stipendio

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Si fanno sentire anche in Cina gli effetti della crisi economica globale. I seimila e cinquecento dipendenti di una fabbrica di giocattoli del sud del paese, Smart Union, sono rimasti senza stipendio in seguito al fermo degli impianti deciso in conseguenza del rallentamento del mercato statunitense.

Pesanti le ricadute sulla produzione: il valore delle azioni dell’azienda, quotata alla borsa di Hong Kong, è sceso del 94 per cento dall’inizio dell’anno, ed i titoli da ieri sono sospesi.

Secondo gli economisti, la crisi nel sudest, fino a un anno e mezzo fa una delle regioni locomotiva della crescita cinese, si deve alla riduzione dei crediti bancari, all’aumento del costo del lavoro e all’apprezzamento dello Yuan sul mercato dei cambi. Tutti fattori che rendono i prodotti cinesi meno competitivi.