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I Ventisette cercano unità per risolvere la crisi

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I Ventisette cercano unità per risolvere la crisi

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Con i risultati del summit di Bruxelles in mano, ora i vertici europei guardano oltreoceano per ripensare la finanza globale. Domani il presidente di turno dei Ventisette Nicolas Sarkozy e il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barrroso volano a Camp David da George W. Bush per parlare soprattutto di economia. Lo fanno forti degli accordi raggiunti in Belgio dai Paesi membri su clima, aiuti alle banche, ma anche con l’incognita di come uscire dalla crisi. “Occorre essere coordinati per la politica economica – si è chiesto il Presidente francese Nicolas Sarkozy – così come per la crisi finanziaria? Dal punto di vista della presidenza, la risposta è sì, sì, sì e sì! Per ora c‘è l’unanimità? No no, no”.

Sarkozy si è detto però ottimista sul raggiungimento dell’accordo sul pacchetto energia-clima entro dicembre. Per ora gli obiettivi restano gli stessi e i tempi gli stessi, nonostante le difficoltà poste, in particolare, da Polonia e Italia. I due Paesi hanno minacciato di utilizzare il diritto di veto pur di fermare i tagli alle emissioni di anidride carbonica e l’incremento di efficienza energetica per il timore dell’impatto economico sull’industrie nazionali. L’Eurodeputato dei Verdi Claudes Turmes commenta così: “Occorre fare attenzione. I Paesi dell’Est hanno fatto i conti con il loro livello di sviluppo economico. Ritengo che stiano iniziando a mostrare segni di disonestà e a chiedere un po’ troppo”.

Altro scoglio: il Trattato di Lisbona niente di fatto. Il premier irlandese Brian Cowen non ha fornito alcuna ricetta per superare l’impasse causata dal referendum con cui Dublino ha bacciato il testo di riforma dell’Unione. A Bruxelles i Ventisette hanno invece ufficializzato il patto sull’immigrazione, partendo dall’accordo raggiunto la scorsa estate. Il che significa: misure comuni contro l’immigrazione clandestina, mentre ogni Stato regolerà il flusso migratorio in funzione dei propri bisogni.