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Azerbaijan: l'elezione farsa. Aliev già sicuro della vittoria

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Azerbaijan: l'elezione farsa. Aliev già sicuro della vittoria

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Sono 4,8 milioni gli azeri che oggi votano per l’elezione del capo dello stato. L’esito appare scontato: Ilham Aliev, presidente uscente, non ha rivali. Sulla carta, oltre a lui, sono in lizza altri sei candidati, ma lo sono solo di facciata. L’opposizione, quella vera, ha disertato le elezioni e ha invitato la popolazione a fare altrettanto denunciando un deficit di democrazia e scarsa trasparenza.

L’Azerbaijan è un paese piccolo, con una popolazione di poco piú di 8 milioni di abitanti, che si è dichiarato indipendente dall’allora Unione Sovietica nel 1991. Piccolo ma non insignificante. Aliev, che confida in un secondo mandato, ha saputo sfruttare i giacimenti di petrolio e di gas, per far volare l’economia.

E ha mantenuto rapporti equilibrati e non conflittuali con Stati Uniti, Russia e Unione europea.

Dice di essere solo a metà dell’opera. Grazie ai giacimenti energetici ha promesso di migliorare le condizioni di vita della popolazione, di creare nuova ricchezza e di redistribuirla.

L’opposizione lo accusa di populismo e denuncia l’atteggiamento opportunista della comunità internazionale, piú sensibile ai vantaggi economici che a tutelare la democrazia.