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I 27 discutono il piano per il dopo Kyoto

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I 27 discutono il piano per il dopo Kyoto

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All’attenzione dei 27 il piano per lotta al cambiamento climatico di Bruxelles.

Il piano della Commissione è ambizioso, ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 20% entro il 2020, incentivando l’uso di energie alternative.

Alle resistenze degli stati membri dell’Europa orientale, negli ultimi tempi si sono aggiunte le perplessità di altri paesi occidentali.

L’eurodeputata popolare Françoise Grossetête:

“In Consiglio ci saranno tensioni assai forti, i tedeschi hanno preso posizioni estremamente rigide, ma non ci sono solo loro. Ci sono anche i polacchi e altri stati membri che sperano in diversi aggiustamenti”.

A partire dal 2013, stando al pacchetto di Bruxelles, le quote inquinanti dovranno essere comprate. La misura che ha avuto l’okay dell’europarlamento, fa storcere il naso a molte industrie europee, come quelle chimiche, che giudicano il provvedimento un’incitazione a smantellare l’attività.

Non è d’accordo quest’analista del Centro di studi politici europei

“Quando i politici discutono su eventuali cambiamenti al pacchetto clima, dicendo che alcune misure potrebbero essere tralasciate, dimenticano che stiamo attraversando un periodo di contrazione. Un modo per aumentare le entrate dello stato verrebbe proprio dalla borsa per le quote di gas tossici”.

Bruxelles stima che nella lotta contro il surriscaldamento climatico debbano giocare un ruolo importante le energie verdi: solare e eolica in testa.
Entro il 2020 il loro consumo dovrebbe essere pari al 20% del totale.