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Svolta conservatrice in Lituania. Nulla di fatto il referendum sulla centrale nucleare di Ignalina

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Svolta conservatrice in Lituania. Nulla di fatto il referendum sulla centrale nucleare di Ignalina

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Netto vantaggio dei consevatori: la principale formazione dell’opposizione, guidata dall’ex premier Kubilius, avrebbe ottenuto il 21% dei voti nelle legislative battendo i socialdemocratici del premier uscente Kirkilas al potere dal 2001.

I conservatori sono tuttavia lontani dalla maggioranza in parlamento: l’unico modo per governare sarebbe cercare alleanze con il partito polulista dell’ex presidente destituito Paksas, attestato intorno al 14%.

Ieri in Lituania c‘è stato un altro voto cruciale per i rapporti del Paese con l’Unione Europea: il referendum sul prolungamento delle attività della centrale nucleare di Ignalina: “Il vero problema è che quando verrà chiusa ,spiega questo analista politico, il paese dovrà dipendere completamente dalla Russia per il settore energentico anche a causa dell’alto prezzo di petrolio e gas, deve restare aperta per l’indipendenza della Lituania”.

Progettata nel 1974, sul modello di Chernobyl, Ignalina dovrebbe essere chiusa entro il 31 dicembre del 2009, come promesso da Vilnius nel 2004 quando il paese entro a far parte dell’Unione Europea. Il quorum non sarebbe stato raggiunto.