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Al G7 solenni promesse, ma le azioni salva-banche restano delegate ai songoli paesi

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Al G7 solenni promesse, ma le azioni salva-banche restano delegate ai songoli paesi

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Si è concluso con un documento zeppo di buone intenzioni, il G7 di Washington dedicato alla crisi finanziaria mondiale. Esclusa un’azione globale, resta ai singoli paesi l’onere di approntare misure diverse contro la crisi.

Parlando ai giornalisti, il segretario al Tesoro statunitense Henry Paulson ha definito il piano “una cornice coerente per indirizzare le azioni singole e collettive verso il fatto di garantire ai mercati la liquidità necessaria, il rafforzamento delle istituzioni internazionali, la protezione dei risparmiatori e degli investitori. Il G7 si impegna a irrobustire la cooperazione internazionale”.

Una versione iniziale del documento del G7 era stata respinta da alcuni paesi tra cui l’Italia, che la consideravano scarsamente dettagliata. Secondo il ministro Giulio Tremonti l’annuncio di Washington potrà aiutare a riportare la calma sui mercati.

Tremonti, che ha definito la crisi “prima finanziaria ma ora economica”, ha poi auspicato che la Banca centrale europea continui ad abbassare i tassi di interesse, per favorire la circolazione di liquidità.