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Il Fondo Monetario Internazionale auspica una concertazione delle misure salva-finanza

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Il Fondo Monetario Internazionale auspica una concertazione delle misure salva-finanza

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Al rischio concreto di una recessione generalizzata e globale, il Fondo Monetario Internazionale risponde attivando la procedura d’urgenza, una serie di misure per accelerare la concessione dei prestiti. L’organismo finanziario inoltre utilizzerà tutte le risorse disponibili per ridare fiducia ai mercati.

“Non è indispensabile un fondo collettivo”, spiega il direttore dell’FMI, Strauss-Kahn. “Ciascuno può agire a livello nazionale, di concerto con gli altri paesi. Ad esempio, gli irlandesi hanno deciso di garantire i risparmiatori. Ma è necessario che la garanzia sia la stessa ovunque, altrimenti il denaro finisce nei paesi dove sembra più garantito. Invece di risolvere i problemi, così si scaricano i problemi sul vicino”.

Nonostante le promesse, tuttavia, i clienti di molte banche hanno già cominciato a risentire degli effetti della crisi. In Germania, ad esempio, dove oltre 30.000 conti sono stati congelati dalla banca islandese Kaupthing, ormai nazionalizzata, perché la sede centrale non è più in grado di rifornire la filiale tedesca di liquidità.

Un quadro che per il presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick, conferma che le iniziative singole non funzionano. Zoellick ha criticato il Gruppo dei 7 paesi più industrializzati, convocato per oggi a Washington, sostenendo che per affrontare crisi di queste proporzioni è necessario coinvolgere anche paesi come Cina, Brasile, India e Sudafrica.

E anche tra gli analisti, gli Stati Uniti, finora presentatisi come maestri di neoliberismo, cominciano ad assumere la posizione degli accusati.