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Una scena gà vista

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Una scena gà vista

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La coazione a ripetere. Una, due, tre volte. Tre governi in tre anni. L’ultimo, guidato da Yulia Tymoshenko, è durato poco più di nove mesi. Nominata nel dicembre del 2007, la passionaria di Kiev, è caduta in fretta. Troppo fragile l’intesa con lo storico alleato della rivoluzione arancione, il presidente Viktor Yushchenko.

Alleati in campagna elettorale, nemici al governo, incapaci di dare una direzione al paese, di garantire stabilità, di far fruttare il vero patrimonio della rivoluzione, quelle migliaia di ucraini che avevano occupato le piazze sperando nel cambiamento.

Una semplice lotta di potere, secondo alcuni, all’interno di questa ex repubblica sovietica diventata indipendente nel 1991. Ma secondo altri a dividere i due contendenti sarebbe la Nato. Yushchenko favorevole all’ingresso, Tymoshenko piú vicina alle posizioni di Mosca.

Una tesi che sembrerebbe confermata dal chiaro appoggio garantito da Yushchenko al presidente georgiano Mikhail Saakashvili in occasione del conflitto tra Tiblisi e Mosca. Tymoshenko invece si è tenuta lontano dalle manifestazioni filogeorgiane che si sono svolte anche a Kiev.

Una contrapposizione che dalle piazze si è trasferita in Parlamento. Il primo ministro ha votato con l’opposizione pro russa di Viktor Yanukovich una serie di riforme tendenti a limitare i poteri del presidente.

É stata la classica goccia. Yushchenko ha rotto l’alleanza con il partito del primo ministro, aprendo ufficialmente la crisi.

Chi non ha dubbi sullo spostamento verso Mosca dell’ex eroina della Rivoluzione arancione, esibisce queste immagini: quelle della visita, la settimana scorsa, di Tymoshenko a Vladimir Putin per negoziare un nuovo contratto per la fornitura di gas. I due primi ministri avrebbero parlato anche delle elezioni presidenziali ucraine del 2010. All’ex capo del Cremlino,Tymoshenko avrebbe chiesto un appoggio in vista dell’appuntamento che conta davvero.