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L'Islanda nazionalizza la principale banca

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L'Islanda nazionalizza la principale banca

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L’Islanda lotta contro il tempo per evitare la bancarotta. Il governo ha deciso di nazionalizzare anche la banca Kauthing che è la più grande del paese ed è il terzo istituto a finire sotto il controllo dello stato in una settimana.

Gli scambi alla borsa di Reykjavik sono stati sospesi fino al 13 ottobre. Il giorno successivo cominceranno i negoziati con la Russia che ha promesso di prestare al piccolo paese nordico 4 miliardi di euro.

Le operazioni di salvataggio sono in corso anche altrove. Dexia ha ottenuto la garanzia da parte di Belgio, Francia e Lussemburgo, di coprire l’eventuale richiesta di prestiti fino a un massimo di 4 miliardi e mezzo di euro. L’istituto bancario e assicuratico era già stato parzialmente nazionalizzato e ricapitalizzato per oltre 6 miliardi di euro dagli stessi governi la settimana scorsa.

Ma se le banche classiche piangono, quelle cosiddette etiche, invece, ridono. Non fanno speculazioni azzardate, cercano progetti che abbiano buone ricadute sociali o ambientali e in questa situazione di crisi i clienti si fidano di più. Nelle ultime due settimane la banca belga Triodos ha visto il moltiplicarsi dei suoi conti correnti:

“Investiamo nell’economia reale – dice il direttore Olivier Marquet – Finanziamo edifici ecocompatibili, finanziamo l’energia eolica o progetti culturali. Non investiamo in titoli ipotecari nascosti nelle obbligazioni né in prodotti puramente virtuali”.