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Berlino ribadisce il no a un fondo comune europeo per banche in crisi

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Berlino ribadisce il no a un fondo comune europeo per banche in crisi

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Roma e Berlino restano divise sull’opportunità di creare un fondo comune europeo per intervenire in soccorso delle banche in crisi. Il premier italiano Silvio Berlusconi, in visita nella capitale tedesca, ha rilanciato la sua proposta, già bocciata sabato al G4 di Parigi. Ma ancora una volta il cancelliere Angela Merkel ha espresso la sua disponibilità soltanto a “politiche concordate” e niente di più.

“Ho proposto, e ancora oggi sono convinto che sarebbe la cosa migliore, un ombrello, un fondo comune da parte di tutti e 27 i paesi europei -sostiene Berlusconi – Pero’ è difficile potere arrivare e ancora non ci siamo a questa soluzione. Quello che mi sembra oggi acquisito è un metodo comune”.

L’Europa non riesce a dare una risposta unitaria e lascia quindi che ogni paese agisca autonomamente per proteggere i propri risparmiatori e il proprio sistema bancario, come hanno garantito di fare, ieri, sia la Merkel che il presidente francese Nicolas Sarkozy.

Pronto a intervenire è anche il governo di Londra, nelle parole del ministro delle finanze Alistair Darling.

“Ho sempre sostenuto che ogni paese debba fare tutto quello che è in suo potere per affrontare i suoi problemi specifici. Tuttavia, ritengo che, dove sia possibile, si debba lavorare insieme per assicurare la stabilità sui mercati”.

I governi di Madrid e di Lisbona aumenteranno i fondi di garanzia dei depositi bancari. Ancora oltre si è spinta l’Irlanda, che per due anni garantirà i risparmiatori in caso di fallimento di istituti di credito.