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7 anni dopo, bilancio drammatico in Afghanistan

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7 anni dopo, bilancio drammatico in Afghanistan

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Sono passati sette anni dall’inizio della guerra e l’Afghanistan resta un paese povero, sempre più straziato dalla violenza. Quest’anno gli attentati sono aumentati del 30 per cento.

Tanto che gli alti gradi dell’esercito britannico ammettono che vincere in Afghanistan è impossibile, si può al massimo tentare di venire a patti con i Taliban. E gli Stati Uniti chiedono nuovamente rinforzi e denaro agli alleati.

Ad andare meglio è solo il settore commerciale, grazie agli investitori stranieri, soprattutto nella telefonia. “Ci sono stati molti cambiamenti in Afghanistan rispetto a sette anni fa – sostiene un passante a Kabul – Oggi ogni afghano ha il suo telefono cellulare. Sette anni fa per fare una telefonata bisognava andare in Pakistan. Grazie a Dio, dopo la caduta dei Taliban, c‘è molto sviluppo”.

Ma non tutti sono così entusiasti: anche senza considerare le continue stragi di civili, anche la vita quotidiana resta difficile, a partire da problemi come la disoccupazione. “Durante i sette anni in cui le truppe straniere sono state nel nostro paese, hanno portato miseria – racconta un disoccupato – La nostra economia è diventata sempre più debole. Non c‘è lavoro. La gente soffre. Guardateci, siamo qui dalla mattina alla sera e non troviamo lavoro”.

E ai profughi della guerra, secondo la Croce Rossa, se ne potrebbero presto aggiungere altre centinaia di migliaia a causa della siccità.