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Governi europei impegnati nel salvataggio bancario

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Governi europei impegnati nel salvataggio bancario

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I governi dei paesi Europei sembrano decisi a contrastare la crisi che sta attanagliando il sistema bancario a cominciare dall’Irlanda, il primo in Europa a scivolare in recessione.
Qui l’esecutivo ha deciso di accollarsi tutti i debiti contratti dagli istituti bancari e garantire per loro un totale di 400 miliardi di euro.

Le autorità francesi e belghe hanno acquisito oltre il 50% di Dexia al termine dell’aumento di capitale deciso per salvare il gruppo.

Al momento coinvolti nell’operazione di salvataggio degli istituti di credito, i massimi esponenti dei governi di Belgio, Irlanda, Francia e Gran Bretagna. Si tratta della più grave crisi finanziaria dopo la Grande Depressione del 1929.

“Le banche americane che hanno come missione, anno dopo anno, livelli di crescita dal 10 al 15% – spiega a EuroNews l’economista Etienne Davignon -, hanno inventato prodotti sempre più sofisticati, oggi in crisi. Le banche europee non sono in questa situazione: certamente soffrono perchè in parte hanno comprato prodotti di questo tipo, ma la loro attività non è rivolta solo a questi settori. Si tartta di banche di dettaglio, commerciali e private, qualcuna di queste si trova oggi ad avere liquidità insufficienti per accontentare la fiducia del pubblico”.

Lo sguardo ora è rivolto verso la Banca centrale europea che, alla luce dell’inflazione e del sensibile rallentamento dell’economia, potrebbe decidere a sorpresa di tagliare di un quarto di punto il costo del denaro entro la scadenza del prossimo dicembre. Tale operazione porterebbe il costo del denaro in Europa dal 4,25% al 4%.