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Il contagio della crisi finanziaria americana attraversa l'Oceano fino al Vecchio Continente

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Il contagio della crisi finanziaria americana attraversa l'Oceano fino al Vecchio Continente

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Dopo la serie di nazionalizzazioni che ha interessato nelle ultime ore Fortis, Bradford & Bingley, Hypo Real Estate e Glitnir Bank, tra i settori più in affanno sulle principali piazze europee si registrano i servizi finanziari, le assicurazioni e i minerari. “La crisi è effettivamente arrivata in Europa – dice l’esperto Oliver Roth -, dobbiamo ammetterlo, ma è arrivata in seconda battuta. Non mancano scambi, ma manca la liquidità”.

Mancanza di liquidità che rischia di allargare a tutta l’Europa la crisi bancaria e il futuro non promette nulla di buono.

Le banche più colpite sembrano essere quelle britanniche, dove la Barclay, per fare un esempio (questo succedeva già a febbraio) denunciava un buco di liquidità di oltre tre miliardi di euro.

A seguire nella graduatoria dei futuri colossali fallimenti, ci sono Francia e Germania.
Poi la Svizzera, dove ha sede il colosso UBS, una delle vittime eccellente della crisi mondiale. Dopo la perdita denunciata nel duemilasette di oltre dodici miliardi di euro, replica nel duemilaeotto con oltre tredici miliardi di perdite.

Intanto, l’effetto domino della crisi innescata da Lehman Brothers e dai Subprime condiziona le sorti delle attività bancarie di Wachovia, acquisita da Citygroup con tutto il suo debito, pari a trenta miliardi di euro. Dall’operazione Citi-Wachovia nascerà la leader delle banche retail Usa con una quota del 9,8% sul mercato dei depositi.