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Bielorussia alle urne, 500 osservatori OCSE per un voto libero e regolare

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Bielorussia alle urne, 500 osservatori OCSE per un voto libero e regolare

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Più del 50% degli elettori ha votato oggi in Bielorussia: le elezioni legislative sono valide. È una consultazione elettorale chiave di cui il presidente Lukashenko vuole servirsi per far uscire il paese dall’isolamento internazionale.

I sospetti di irregolarità restano, e gli europei hanno fatto intendere che l’opposizione è necessaria alla democrazia. “È giusto che ci sia un partito di opposizione, un punto di vista alternativo, l’opposizione gioca un ruolo importante in una società” dice Lukashenko. Ma, preoccupato dalle ingerenze interne, precisa: “Sono opposto a un’opposizione completamente finanziata dall’esterno”.

I leader dell’opposizione restano in guardia e mentre incitano l’Europa a parlare a Minsk, sottolineano la necessità di uno sforzo in entrambe le direzioni. “Se l’Occidente fa un passo verso il regime bielorusso, il regime deve ricambiare con le riforme necessarie: non vogliamo dichiarazioni, ma azioni concrete e cambiamenti reali” – dice Alexander Kozulin, uno dei leader dell’opposizione, recentemente liberato di prigione.

Lukashenko, più volte accusato di violazione dei diritti umani nei 14 anni che ha passato al potere, si è detto fiducioso che gli osservatori occidentali certificheranno elezioni libere e regolari. L’OSCE ha inviato 477 osservatori, un contingente più numeroso che in passato. E a ragion veduta: da metà degli anni ’90 nessuna elezione in Bielorussia ha avuto l’avallo degli osservatori internazionali.