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Bielorussia al bivio, voto all'ombra dei brogli

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Bielorussia al bivio, voto all'ombra dei brogli

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La Bielorussia al voto oggi per rinnovare il suo parlamento. Il paese, che gli Stati Uniti definiscono “l’ultima dittatura d’Europa,” é a un bivio: Minsk dovrà decidere se chiudersi ancor piu’ nell’isolamento o se cercare una normalizzazione democratica e legami piu’ stretti con l’occidente.
Il presidente Alexander Lukashenko, piu’ volte accusato di violazione dei diritti umani nei 14 anni che ha passato al potere, si e’ detto fiducioso che gli osservatori occidentali certificheranno elezioni libere e regolari. E l’OSCE di osservatori ne ha inviati 477, un contingente piu’ numeroso che nelle elezioni passate. A ragion veduta: da metà degli anni ’90 nessuna elezione in Bielorussia ha avuto l’avallo degli osservatori internazionali.
In un Paese in cui i servizi segreti si chiamano ancora KGB, il presidente Lukashenko ha saputo mantenere un elevato indice di popolarità. dal collasso dell’impero sovietico, ha garantito ai 10 milioni di Bielorussi i benefici e la sicurezza sociale dell’ex URSS.
L’ansia di normalizzazione del regime fa paura all’opposizione, che teme che l’Europa sia troppo ansiosa di sdoganare Lukashenko, e avanza stime che situano i brogli elettorali tra il 30% e il 40% del totale dei voti.