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Austria - elezioni: previsto balzo in avanti dell'estrema destra

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Austria - elezioni: previsto balzo in avanti dell'estrema destra

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L’estrema destra austriaca non ha dubbi: alle legislative di domenica guadagnerà terreno. La congiuntura economica e il malcontento diffuso giocano a suo favore: l’inflazione sfiora il 4%, e la recente immigrazione dalla Turchia e dall’ex Jugoslavia alimentano la retorica populista di Heinz Christian Strache e Jorg Haider, che si presentano come i campioni dei diritti “dei veri austriaci”.

Il Paese conta 1,4 milioni di abitanti di origine straniera su una popolazione di 8,4 milioni. Immigrazione e integrazione sono dunque temi chiave di queste politiche.

L’FPO di Strache arriva a proporre la creazione di un ministero per il rimpatrio degli stranieri e per chiudere le porte all’immigrazione. Di che andare incontro ai desideri piu’ urgenti di queste elettrici, a sentire le loro dichiarazioni. “Spero che rimandi a casa gli stranieri”, dice una, “anch’io me lo auguro tanto”, dice l’amica.

Strizzando l’occhio ai sedicenni, per la prima volta al voto ad elezioni legislative, l’FPO ha tentato l’accorpamento impossibile, fondendo lo Strachenel più modesto Che.

Arringando i suoi, il leader dell’estrema destra strapazza conservatori e socialdemocratici, insieme nella grande coalizione che non ha funzionato. “Le condizioni di vita dei meno abbienti peggiorano, la politica condotta dai governanti è anti sociale. Fermiamo questi politici e le loro scelte fredde e distaccate – che se ne tornino a casa!”

Fra i due candidati d’estrema destra non ci sono enormi differenze, se non di strategia: mentre l’FPO di Strache si propone come forza di opposizione, il BZO di Heider si propone come partner in un eventuale governo di coalizione, giocando la carta dell’esperienza, in particolare da governatore della sua Carinzia sin dal 1999. “Ritengo di essere l’unico politico in Austria che è riuscito ad applicare, qui in Carinzia, il cosiddetto programma contro il carovita”.

A suo favore, rispetto al rivale, anche l’esperienza al governo federale, ma i sondaggi non sembrano dargli ragione. In ogni caso gli analisti sono d’accordo: i candidati d’estrema destra trarranno vantaggio dalla disaffezione degli elettori per i partiti di governo uscenti, che per diciotto mesi non hanno smesso di bisticciare.