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Le mani di EDF sul nucleare britannico

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Le mani di EDF sul nucleare britannico

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Un perfetto matrimonio d’interesse. Il numero uno al mondo dell’energia atomica alla conquista del paese europeo più filonucleare. Il colosso francese EDF ha acquistato per 15,6 miliardi di euro British Energy, l’azienda britannica che gestisce 8 siti di impianti nucleari.

Il presidente di EDF, Pierre Gadonneix, spiega le ragioni dell’operazione. “Sono convinto che la Gran Bretagna sia il paese dove sarà costruito il maggior numero di centrali nucleari nei prossimi anni. Per due ragioni: la prima è che è il paese europeo che ne ha più bisogno. La seconda è che il governo britannico, con Tony Blair prima e con Gordon Brown poi, ha fatto la scelta dell’energia nucleare”.

L’acquisto è stato benedetto dal governo di Londra: invece che difendere la britannica dell’azienda, ha preferito far scendere le bollette dell’energia. Entusiasta il ministro per le Attività Produttive, John Hutton. “É il più grande investimento straniero nel nostro paese, 25 milioni di sterline. Il dibattito sul nucleare ora potrà entrare in una fase sostanziale, con la creazione di nuovi reattori nel Regno Unito, in grado di colmare il bisogno di energia del paese”.

La Gran Bretagna si è messa alle spalle il dibattito sulla sicurezza degli impianti nucleari. É convinta che solo l’energia atomica possa permettere al paese di superare la dipendenza energetica dall’estero.