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Gli europei e il cambiamento climatico

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Gli europei e il cambiamento climatico

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I cambiamenti climatici sono una preoccupazione per tutti gli europei. É questo il risultato di un sondaggio di Eurobarometro. Cosa si attendono dai politici e che cosa, i cittadini, sono disposti a fare per affrontare il problema?

Per il 62% degli europei i cambiamenti climatici costituiscono uno dei problemi piú gravi per l’umanità, subito dopo la povertà e prima del terrorismo internazionale. Solo italiani, cechi e portoghesi, sentono meno il problema.

La percentuale di chi afferma di essere poco informato sull’argomento resta elevata: è superiore al 40%.

La maggioranza degli interpellati resta ottimista nonostante tutto e ritiene che il surriscaldamento del pianeta sia un fenomeno reversibile, a condizione che tutti i soggetti, industrie, cittadini, politici nazionali ed europei in futuro ci mettano piú impegno.

Oggi un po’ piú di 6 europei su 10 dichiarano di agire in favore dell’ambiente.

I promotori del sondaggio giudicano i passi avanti compiuti nella raccolta differenziata e nella riduzione dei consumi di energia e acqua non ancora sufficienti.

Di fatto solo il 5% degli europei ha cambiato i propri fornitori per avere a disposizione una maggiore quantità di energia pulita. Il 3% ha fatto installare in casa strumenti in grado di produrre energia rinnovabile.

L’Unione europea ha fissato degli obiettivi: ridurre di almeno il 20% le emissioni di gas a effetto serra da qui al 2020 e portare al 20% la quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili.

Solo l’obiettivo di portare al 10% l’energia derivante dai biocarburanti sembra non mettere tutti d’accordo. Una commissione del Parlamento europeo ha chiesto di limitare lo sviluppo dei biocarburanti di prima generazione perchè questo contribuirebbe ad aggravare la crisi alimentare e la deforestazione. I politici europei preferiscono quelli di seconda generazione, il cui sviluppo è ancora agli inizi.

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