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La Livni tende la mano ai partiti per un governo di unità nazionale, ma in pochi raccolgono l'invito

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La Livni tende la mano ai partiti per un governo di unità nazionale, ma in pochi raccolgono l'invito

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Per Tzipi Livni è partito il conto alla rovescia. Dopo l’investitura ufficiale del ruolo di Premier ricevuta dal presidente israeliano Shimon Peres, deve formare il nuovo governo per sfuggire all’ipotesi di elezioni anticipate. Quarantadue giorni in cui cercherà alleanze trasversali.

“Invito i partiti ad unirsi in un governo guidato da me. Invito inoltre il leader del Likud, Benjamin Netanyahu ad partecipare ad un governo di unità nazionale in modo da affrontare le questioni piu’ urgenti insieme”.

Peccato che Netanyahu abbia già fatto sapere di non essere interessato all’offerta e di preferire le urne, da cui, secondo i sondaggi, uscirebbe vincitore. E mentre si nega alla Livni si mormora lavori per sottrarle gli alleati.

Pare infatti sia in trattative con Ehud Barak leader dei laburisti, finora al governo con Kadima, per un’asse che ha come obiettivo fermare l’ascesa del nuovo primo ministro.

Per la Livnisono preziosi anche i 12 deputati ultraortodossi dello Shass. ma non sarà facile convincerli. In cambio di sostegno, il partito religioso di area conservatrice chiede anche lo stop ai negoziati sull’avvenire di Gerusalemme Est.