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"Il sistema finanziario globale va riformulato", Jean-Claude Trichet

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"Il sistema finanziario globale va riformulato", Jean-Claude Trichet

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La scorsa settimana è stata drammatica per il mercato finanziario, una tempesta quasi senza precedenti. Una delle settimane più folli, da anni, forse la più spettacolare di tutti i tempi. Era prevedibile tenuto conto della crisi immobiliare negli Stati Uniti, oltre un anno fa? Jean-Claude Trichet, presidente della BCE, risponde a questa e altre domande sull’attuale crisi finanziaria in esclusiva a Stefan Grobe, il nostro inviato per gli affari economici.

euronews: Si dice che i responsabili della Banca Centrale Centrale abbiano un sesto o settimo senso… quando si è reso conto che stava per succedere qualcosa di veramente grave?

Jean-Claude Trichet: “La mia prima diagnosi risale all’anno scorso, il 9 di agosto del 2007. Abbiamo assistito a eventi, verificatisi sul nostro mercato, senza precedenti. Erano il segnale che qualcosa di grave stava per arrivare, ed è per questo che abbiamo agito immediatamente. Abbiamo sorpreso gli osservatori quando abbiamo deciso in brevissimo tempo – parlo di un’ora e mezza – , il consiglio di amministrazione ha deciso di immettere liquidità per far si’ che il nostro settore creditizio continuasse a funzionare in linea con la nostra politica dei tassi. E questo è qualcosa che vorrei sottolineare. Abbiamo una linea precisa nostra in termini di politica monetaria volta sempre ad assicurare la stabilità dei prezzi a medio termine.”

euronews: Chi è responsabile della stretta credizia mondiale – gli avidi banchieri, i furbi agenti immobiliari, la Federal Reserve, o tutti quanti insieme? Di chi è la colpa?

JCT: “Cercare un capro espiatorio non è di alcuna utilità. E’ l’intero sistema che va rivisto completamente, e dobbiamo stare estremamente attenti. A nostro avviso occorre attuare un cambiamento su tutti i fronti del sistema finanziario globale senza concedere privilegi al alcuno, che si parli di istituzioni o di strumenti. Detto questo, c‘è una serie di lezioni che sono già state tratte a livello di FSF, il Foro per la Stabilità Finanziaria “, ed è questa la prassi da seguire. In due parole, direi che dobbiamo potenziare la trasparenza – trasparenza delle istituzioni, trasparenza degli strumenti, quelli finanziari in particolare, quegli strumenti finanziari oscuri, quelli che definiamo “tossici”, e naturalmente va incoraggiata la trasparenza dei mercati. “

euronews: Se Lei si guarda intorno, e non parlo di grandi investitori ma dell’uomo della strada, tanti risparmiatori e correntisti sono preoccupati che le banche, troppo esposte, possano fallire. Ma queste banche sono sicure o no?

JCT: “Abbiamo agito nel momento in cui parlavamo, all’istante, e in modo coordinato, come ho detto poc’anzi, per fornire liquidità in dollari a livello globale e fianco a fianco con la Banca Centrale Americana. E si vede quale è stata l’azione intrapresa dalle banche centrali. Questo la dice lunga sul grado di prontezza delle massime autorità bancarie. E io stessi direi che è essenziale per la fiducia, e per incoraggiare la fiducia, che continuiamo a essere vigili come siamo ora.”

euronews: Se le banche sono sicure, anche i risparmi dei cittadini lo sono?

JCT: “Guardi, le autorità esistono per dare una mano quando possono farlo, e hanno dimostrato di poterlo fare. E’ un fatto evidente, visibile ovunque. Detto questo, naturalmente è anche compito del settore privato comportarsi nel modo più onesto possibile. Ho parlato della necessità di far meglio, dobbiamo miglorare la finanza globale in modo molto molto preciso, questo è chiaro.”

euronews: Quanti hanno acceso un mutuo a tasso variabile sono molto pessimisti sul futuro. Che cosa vuole dire loro?

JCT: “Io direi a tutti i consumatori e alle famiglie, in particolare ai trecento venti milioni di concittadini europei, “potete contare su di noi, la stabilità dei prezzi è garantita a medio termine”. Questo è quello che si aspettano i mercati, e inoltre è questo che consente di godere di un ambiente finanziario il piu’ favorevole possibile alla crescita e alla creazione di posti di lavoro.”

euronews: Le banche sembrano sempre piu’ riluttanti a concedere prestiti – l’attuale crisi finanziaria peggiorerà l’economia, i posti di lavoro saranno meno sicuri?

JCT: “Da questa parte dell’Atlantico, nella zona euro, i prestiti alle aziende, alle imprese, alle grandi società restano dinamici. Di questo bisogna tenere conto quando dobbiamo formulare un giudizio. C‘è chiaramente dinamicità in questo settore della nostra finanza, nella finanza della zona euro. Solo per darle una cifra – i prestiti pronti a termine a società non finanziarie aumentano a un ritmo superiore al 13% l’anno.”

euronews: La settimana scorsa il governo americano ha annunciato un piano di salvataggio senza precedenti, dal costo elevatissimo; prima ancora, la Federal Reserve si è fatta carico della AIG, e di Fannie Mae e Freddie Mac. Potrebbe pensare a una situazione in cui la BCE agirebbe da finanziatore in extremis, e in proporzioni cosi’ elevate, a favore di qualche istituzione europea?

JCT: “Abbiamo delle responsabilità in merito alla liquidità, non ne abbiamo in merito a eventuali problemi di solvibilità. Questo è chiaro: dobbiamo essere all’altezza di tutte le nostre responsabilità, e come tutte le altre banche centrali nel resto del mondo la responsabilità della liquidità è nostra, quella della solvibilità è delle banche commerciali.”

euronews: Guardiamo al futuro: se mai torneremo alla normalità, come sarà questa normalità?

JCT: “Sin dall’inizio il parere della BCE è stato che stessimo attraversando una correzione del mercato di enorme portata, con episodi di elevata instabilità, di turbolenza in vaste fasce del mercato, con comportamenti talora nervosi da parte degil operatori del mercato, e aggiungemmo che era un fenomento in corso… oggi direi la stessa cosa, è un fenomeno tuttora in atto che senza dubbio richiede la costante attenzione delle banche centrali.”