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Crisi in Georgia: i 27 divisi su Russia

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Crisi in Georgia: i 27 divisi su Russia

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Mentre l’invio in Georgia di una nuova missione dell’Osce è fallito perché non si arriva a un accordo con la Russia sulle modalità e i luoghi del dispiegamento degli osservatori, l’Europa resta divisa sull’atteggiamento da tenere nei confronti di Mosca.

Pareri discordi da Roma, dove all’Università Roma tre si è tenuto il corso esitivo del Ppe.

Günter BURGHARDT, ex ambasciatore Ue in Usa:

“La Russia resta un Paese di cui non possiamo fare a meno, contrariamente a quanto ha detto l’altro giorno il segretario di stato americano Rice. Non è come dice Rice, soprattutto per l’Europa. Esiste un alto livello di interdipendenza in entrambe le direzioni. Per cui dobbiamo impegnarci a aiutare la Russia a diventare un paese più democratico e più rispettoso dei valori basilari”.

Non è dello stesso avviso il presidente della Commissione affari Esterni, Kryzsytof LISEK :
“Dobbiamo cooperare con la Russia, ma non posiamo parlare di un partner strategico. È difficile parlare in questi termini perché malauguratamente non condividiamo gli stessi valori. I politici russi non condividono i nostri stessi valori, come democrazia, diritti umani o libero mercato”.

Da Bruxelles arriva la precisazione che il pacchetto di aiuti economici stanziato per la Georgia, complessivamente 500 milioni, non serviranno a finanziare il riarmo del Paese.