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Zimbabwe: accordo raggiunto tra Mugabe e Tsvangirai

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Zimbabwe: accordo raggiunto tra Mugabe e Tsvangirai

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Una crisi lunga cinque mesi – oggi, finalmente l’accordo, ad Harare, tra Robert Mugabe, presidente dello Zimbabwe, e Morgan Tsvangirai, leader dell’opposizione. I due dovranno condividere il potere: Mugabe resta capo dello stato, Tsvangirai sarà primo ministro.

Si tratta di una vittoria incontestata per la diplomazia africana, presente in massa alla cerimonia ufficiale della firma, a cui si è giunti attraverso la mediazione del Sudafrica.

Ma se l’accordo è la soluzione meno dolorosa che si potesse immaginare per uscire dalla crisi, la convivenza non sarà facile. I due non si amano, anzi. Il 29 marzo scorso, l’MDC, il Movimento per il Cambiamento Democratico di Tsvangirai, vince le elezioni politiche – una batosta storica per Mugabe, considerato il padre dell’indipendenza.

Superato anche al voto per la presidenza, non è disposto a lasciare il potere. Il 2 maggio, alla pubblicazione dei risultati, i suoi sostenitori insorgono.

La campagna per il secondo turno delle presidenziali è segnata da episodi di violenza sistematica contro chi appoggia Tsvangirai – minacce, intimidazioni, assassinii, alla fine il loro candidato preferisce boicottare il ballottaggio. Stravince cosi’ Mugabe ma le violenze travolgono il paese: perdono la vita almeno novanta persone, sino a duecento secondo alcune fonti. Migliaia i feriti, gli sfollati sono duecento mila.

I paesi confinanti, Sudafrica in testa, ne sono sommersi – i rifugiati ammassati ai loro confini. Una crisi economica senza precedenti aggrava la situazione: già all’inizio degli anni Duemila la gestione sconsiderata del settore agricolo da parte del regime di Mugabe aveva gettato il paese nel caos – nel giugno scorso l’inflazione superava l’11 milioni percento!

Oggi la macchina produttiva è paralizzata, quattro adulti su cinque sono disoccupati, milioni di abitanti sono minacciati dalla carestia, con le sanzioni internazionali che hanno finito per bloccare l’invio degli aiuti. E l’Unione Europea ha già annunciato che la ripresa dipenderà dall’applicazione dell’accordo.